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lunedì 7 luglio 2008

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Il lodo Calderoli è l'ammissione che la norma blocca processi serve solo a Berlusconi.

Bossi è preoccupato per le sorti del Governo ma soprattutto per le sorti del federalismo, che è quello che più gli interessa. Si ricorda evidentemente di due legislature fa quando, durante il secondo mandato a Berlusconi, approvarono la riforma costituzionale federalista senza il consenso dell'opposizione. Questo significò il ricorso automatico al referendum confermativo che la affossò definitivamente.
Adesso si prospetta una situazione analoga: nel caso di un costante muro contro muro l'opposizione non potrà evidentemente concorrere a la riscrittura di una parte della Costituzione. Non a caso Bossi ha parlato di un governo che è un "bordello". Ecco allora spuntare Calderoli con la sua proposta:

Si voti il lodo Schifani che blocca i processi per le quattro più alte cariche dello Stato e in cambio si elimina la norma blocca processi.
Questo, secondo Calderoli, potrebbe riavviare il filo del dialogo con l'opposizione e permettere di varare assieme le norme costituzionali senza passare dalle forche caudine del referundum.
Tale proposta è stata subito accolta da Matteoli (An) e da altri esponenti della maggioranza. Non si rendono conto che questa è la chiara ammissione che la norma che blocca centomila processi in realtà serve per bloccarne uno soltanto, quello che vede imputato Berlusconi di corruzione in atti giudiziari insieme all'avvocato inglese Mills (lo avrebbe pagato per testimoniare il falso circa la galassia di conti esteri della Fininvest). E' difficile dire come si evolverà la situazione ma poniamo il caso che la norma blocca processi venga approvata allora circa il 50% dei procedimenti in corso (la stima è dell'ANM) andrebbero a farsi fottere con ricadute sull'opinione pubblica tutte da stabilire. Quando nella passata legislatura fu fatto l'indulto tutte le volte che uno uscito dal carcere per quel provvedimento commetteva un reato questo era adeguatamente evidenziato dai mass-media con ricadute negative pesantissime sul gradimento del governo, anche se il provvedimento era passato anche con i voti di larga parte dell'opposizione. Si blocceranno processi che stanno particolarmente a cuore dell'opinione pubblica come p.e. quelli per pirateria stradale, quelli per truffe agli anziani e altri ancora che generano allarme sociale.
C'è da dire però che Berlusconi controlla tutta la TV e quindi dirà ai suoi dipendenti di glissare su queste notizie e qui si ritorna al punto di partenza, a quella condizione di assoluta unicità dell'Italia nel panorama delle democrazie. La persona che è capo del governo controlla direttamente o indirettamente tutta l'informazione televisiva.

sabato 5 luglio 2008

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Documento di cento professori di diritto costituzionale che affermano come siano incostituzionali sia la blocca processi, sia il lodo Schifani-Alfano

I sottoscritti professori ordinari di diritto costituzionale e di discipline equivalenti, vivamente preoccupati per le recenti iniziative legislative intese: 1) a bloccare per un anno i procedimenti penali in corso per fatti commessi prima del 30 giugno 2002, con esclusione dei reati puniti con la pena della reclusione superiore a dieci anni; 2) a reintrodurre nel nostro ordinamento l'immunità temporanea per reati comuni commessi dal Presidente della Repubblica, dal Presidente del Consiglio dei Ministri e dai Presidenti di Camera e Senato anche prima dell'assunzione della carica, già prevista dall'art. 1 comma 2 della legge n. 140 del 2003, dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 24 del 2004, premesso che l'art. 1, comma 2 della Costituzione, nell'affermare che "La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione", esclude che il popolo possa, col suo voto, rendere giudiziariamente immuni i titolari di cariche elettive e che questi, per il solo fatto di ricoprire cariche istituzionali, siano esentati dal doveroso rispetto della Carta costituzionale, rilevano, con riferimento alla legge di conversione del decreto legge n. 92 del 2008, che gli artt. 2 bis e 2 ter introdotti con emendamento a tale decreto, sollevano insuperabili perplessità di legittimità costituzionale perché: a) essendo del tutto estranei alla logica del cosiddetto decreto-sicurezza, difettano dei requisiti di straordinaria necessità ed urgenza richiesti dall'art. 77, comma 2 Cost. (Corte cost., sentenze n. 171 del 2007 e n. 128 del 2008); b) violano il principio della ragionevole durata dei processi (art. 111, comma 1 Cost., art. 6 Convenzione europea dei diritti dell'uomo); c) pregiudicano l'obbligatorietà dell'azione penale (art. 112 Cost.), in conseguenza della quale il legislatore non ha il potere di sospendere il corso dei processi, ma solo, e tutt'al più, di prevedere criteri - flessibili - cui gli uffici giudiziari debbano ispirarsi nella formazione dei ruoli d'udienza; d) la data del 30 giugno 2002 non presenta alcuna giustificazione obiettiva e razionale; e) non sussiste alcuna ragionevole giustificazione per una così generalizzata sospensione che, alla sua scadenza, produrrebbe ulteriori devastanti effetti di disfunzione della giustizia venendosi a sommare il carico dei processi sospesi a quello dei processi nel frattempo sopravvenuti; rilevano, con riferimento al cosiddetto lodo Alfano, che la sospensione temporanea ivi prevista, concernendo genericamente i reati comuni commessi dai titolari delle sopra indicate quattro alte cariche, viola, oltre alla ragionevole durata dei processi e all'obbligatorietà dell'azione penale, anche e soprattutto l'art. 3, comma 1 Cost., secondo il quale tutti i cittadini "sono eguali davanti alla legge".

Osservano, a tal proposito, che le vigenti deroghe a tale principio in favore di titolari di cariche istituzionali, tutte previste da norme di rango costituzionale o fondate su precisi obblighi costituzionali, riguardano sempre ed esclusivamente atti o fatti compiuti nell'esercizio delle proprie funzioni. Per contro, nel cosiddetto lodo Alfano la titolarità della carica istituzionale viene assunta non già come fondamento e limite dell'immunità "funzionale", bensì come mero pretesto per sospendere l'ordinario corso della giustizia con riferimento a reati "comuni".

Per ciò che attiene all'analogo art. 1, comma 2 della legge n. 140 del 2003, i sottoscritti rilevano che, nel dichiararne l'incostituzionalità con la citata sentenza n. 24 del 2004, la Corte costituzionale si limitò a constatare che la previsione legislativa in questione difettava di tanti requisiti e condizioni (tra cui la doverosa indicazione del presupposto - e cioè dei reati a cui l'immunità andrebbe applicata - e l'altrettanto doveroso pari trattamento dei ministri e dei parlamentari nell'ipotesi dell'immunità, rispettivamente, del Premier e dei Presidenti delle due Camere), tali da renderla inevitabilmente contrastante con i principi dello Stato di diritto.

Ma ciò la Corte fece senza con ciò pregiudicare la questione di fondo, qui sottolineata, della necessità che qualsiasi forma di prerogativa comportante deroghe al principio di eguale sottoposizione di tutti alla giurisdizione penale debba essere introdotta necessariamente ed esclusivamente con una legge costituzionale.

Infine, date le inesatte notizie diffuse al riguardo, i sottoscritti ritengono opportuno ricordare che l'immunità temporanea per reati comuni è prevista solo nelle Costituzioni greca, portoghese, israeliana e francese con riferimento però al solo Presidente della Repubblica, mentre analoga immunità non è prevista per il Presidente del Consiglio e per i Ministri in alcun ordinamento di democrazia parlamentare analogo al nostro, tanto meno nell'ordinamento spagnolo più volte evocato, ma sempre inesattamente.

L'elenco dei firmatari.
Alessandro Pace, Valerio Onida, Leopoldo Elia, Gustavo Zagrebelsky, Enzo Cheli, Gianni Ferrara, Alessandro Pizzorusso, Sergio Bartole, Michele Scudiero, Federico Sorrentino, Franco Bassanini, Franco Modugno, Lorenza Carlassare, Umberto Allegretti, Adele Anzon Demmig, Michela Manetti, Roberto Romboli, Stefano Sicardi, Lorenzo Chieffi, Giuseppe Morbidelli, Cesare Pinelli, Gaetano Azzariti, Mario Dogliani, Enzo Balboni, Alfonso Di Giovine, Mauro Volpi, Stefano Maria Cicconetti, Antonio Ruggeri, Augusto Cerri, Francesco Bilancia, Antonio D'Andrea, Andrea Giorgis, Marco Ruotolo, Andrea Pugiotto, Giuditta Brunelli, Pasquale Costanzo, Alessandro Torre, Silvio Gambino, Marina Calamo Specchia, Ernesto Bettinelli, Gladio Gemma, Roberto Pinardi, Giovanni Di Cosimo, Maria Cristina Grisolia, Antonino Spadaro, Gianmario Demuro, Enrico Grosso, Anna Marzanati, Paolo Carrozza, Giovanni Cocco, Massimo Carli, Renato Balduzzi, Paolo Carnevale, Elisabetta Palici di Suni, Maurizio Pedrazza Gorlero, Guerino D'Ignazio, Vittorio Angiolini, Roberto Toniatti, Alfonso Celotto, Antonio Zorzi Giustiniani, Roberto Borrello, Tania Groppi, Marcello Cecchetti, Antonio Saitta, Marco Olivetti, Carmela Salazar, Elena Malfatti, Ferdinando Pinto, Massimo Siclari, Francesco Rigano, Francesco Rimoli, Mario Fiorillo, Aldo Bardusco, Eduardo Gianfrancesco, Maria Agostina Cabiddu, Gian Candido De Martin, Nicoletta Marzona, Carlo Colapietro, Vincenzo Atripaldi, Margherita Raveraira, Massimo Villone, Riccardo Guastini, Emanuele Rossi, Sergio Lariccia, Angela Musumeci, Giuseppe Volpe, Omar Chessa, Barbara Pezzini, Pietro Ciarlo, Sandro Staiano, Jörg Luther, Agatino Cariola, Nicola Occhiocupo, Carlo Casanato, Maria Paola Viviani Schlein, Carmine Pepe, Filippo Donati, Stefano Merlini, Paolo Caretti, Giovanni Tarli Barbieri, Vincenzo Cocozza, Annamaria Poggi.

mercoledì 2 luglio 2008

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Video intervento di Marco Travaglio sul blog di Beppe Grillo.

Stavolta Marco ci parla del cosiddetto lodo Alfano-Schifani-Berlusconi e della grande manifestazione che si terrà a Roma l'8 luglio.

lunedì 30 giugno 2008

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Berlusconi ha detto che l'interesse dei pochi non deve prevalere su quello dei tanti. Ha ragione!

Ogni giorno che passa B. mi sconcerta sempre di più. Non si capisce se ci è o ci fa. Se dice le cose credendoci veramente o se neppure lui ci crede. Pochi minuti fa in una lettera indirizzata all'associazione dei tabaccai ha parlato di giustizia. E' talmente ossessionato dal tema che ne parla anche con i gestori di tabaccherie!
Ha affermato che "tante polemiche strumentali finiscono col mettere in secondo piano l'interesse collettivo" e che "ogni sforzo perchè l'interesse di pochi non prevalga su quello di quasi tutti" e insistendo "nella direzione che era indicata nei programmi e si incarna nella nostra azione".
Uno che considera il riesumato lodo Schifani una cosa che va nell'interesse di tutti è roba da psichiatria visto che riguarda il blocco dei processi per le 5 più alte cariche dello Stato; considerare anche la norma blocca-processi e la legge che proibisce le intercettazioni telefoniche una cosa che fa l'interesse di tanti è altrettanto significativo per un'approfondita analisi mentale. La cosa stupefacente è che queste cose le afferma con una tale faccia di bronzo da riuscire a convincere molti. E' chiaro che in questo è aiutato dalle sue televisioni (tutte) ma non solo.


venerdì 27 giugno 2008

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Berlusconi ha detto che viviamo in un regime, ha ragione.

Berlusconi ha inveito con l'Espresso che ha pubblicato le nuove intercettazioni telefoniche dicendo che siamo in un "regime". Come dargli torto questa volta? Come si chiama un paese in cui
1)Il capo del governo è l'uomo più ricco di quel paese.
2)Le televisioni commerciali sono tutte di proprietà del capo del governo e quelle di stato sono controllate dalla sua maggioranza.
3)Il capo del governo ha innumerevoli pendenze giudiziarie.
4)Due legislature fa ha fatto approvare ben sei leggi ad personam per salvarsi dai suoi procedimenti penali.
5)Dopo pochi mesi di legislatura ha tentato due volte di mettere emendamenti per far prescrivere i suoi processi.
6)Ha promosso due leggi a tutela di se stesso, lodo Schifani e blocca processi.
7)Ha già fatto approvare un codicillo per permettere a Rete4 di continuare a trasmettere in spregio al diritto internazionale e alle sentenze della Corte Costituzionale.
8)Tenta in tutti i modi di sottomettere l'unico potere che non controlla cioè la Magistratura.
9)Per limitare la capacità di indagine della magistratura ha emanato un ddl che ne limita fortemente la possibilità di intercettazioni telefoniche.
10)Sta per far approvare norme durissime contro non chi delinque ma contro chi pubblica notizie di chi delinque!
In questo caso sono assolutamente d'accordo con Berlusconi:

"In Italia siamo in un regime"

mercoledì 25 giugno 2008

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Berlusconi vuole subito il lodo Schifani per decreto legge.

La richiesta è arrivata sul tavolo di Giorgio Napolitano a metà pomeriggio. Forte, impegnativa, destinata a sollevare un nuovo vespaio, di per sé già foriera di un diniego praticamente certo. È questa: Berlusconi vuole dal Colle un lasciapassare per proporre il nuovo lodo Schifani per decreto legge. Proprio così. Procedura d'urgenza estrema (eh sì, visto che di mezzo c'è il rotolare verso la sentenza del processo Mills). Decreto per lo scudo che dovrà proteggere le alte cariche dello Stato, quattro o cinque che siano, da qualsiasi procedimento o indagine giudiziaria.
Tutto congelato per uno o due mandati. Messa in freezer che l'imputato può anche rifiutare, mentre le altre parti possono rivalersi in sede civile. Nella partita a scacchi col Quirinale il Cavaliere ancora una volta alza il tiro. Non bastava il decreto sicurezza con la sospensione dei processi per un anno, ecco un'altra mossa per spegnere l'ossessione giudiziaria: un lodo di cui poter usufruire subito, prima della fatidica data del 10 luglio, quando a Milano il tribunale dovrà decidere sulla richiesta di ricusazione presentata dall'avvocato Niccolò Ghedini. Decreto approvato già venerdì in consiglio dei ministri e applicato ovviamente ad horas.
Fonte - La Repubblica
La spudoratezza di Berlusconi ha da tempo superato ogni limite così come la sua arroganza; anche stavolta vuole forzare la Costituzione per evitare di essere processato. Continuo a non capire come si possa considerare quest'uomo degno di governare un paese. E' allucinante come la propaganda televisiva faccia passare ancora una volta lucciole per lanterne. Noi italiani che abbiamo a cuore la dignità del nostro paese siamo sempre più umiliati e quello che è più grave stiamo perdendo anche la speranza.

martedì 17 giugno 2008

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"Iddu pensa sulu a iddu". Fenomenologia di Berlusconi.

Ormai anche per i più accesi sostenitori del Cavaliere non dovrebbero esserci più dubbi. Al primo posto della sua attività politica, sia di governo o di opposizione, c'è solo una cosa: il suo interesse personale. Nel momento in cui i cittadini chiedono, giustamente, maggiore sicurezza nelle città e non solo Berlusconi ha la spudoratezza di far mettere due emendamenti nel pacchetto approvato dal CdM che lo riguardano direttamente. In sostanza il loro effetto è quello di bloccare per un anno i procedimenti per i reati "meno gravi"; naturalmente la corruzione in atti giudiziari che lo riguarda direttamente non è tra questi! L'ANM non usa mezze misure e afferma in una nota che «bisogna anche tutelate le legittime aspettative delle persone offese che chiedono giustizia per reati che vengono considerati subalterni ad altri».
Berlusconi non si ferma qui, come è suo solito rilancia; in una lettera a Schifani dice che vuole riproporre il lodo che prende il suo nome e che sospende i processi per le più alte cariche dello Stato. Una delle emergenze maggiori del nostro Paese è l'assoluta incertezza della pena anzi si potrebbe dire la certezza che se uno ha buoni avvocati non va in carcere per reati non di sangue. Quindi proliferano corruzione, truffa, concussione, insomma tutti quei reati da colletti bianchi che invece in altri paesi (vedi gli USA) vengono puniti direttamente.
I mafiosi che da sempre si sono sentiti in sintonia con Berlusconi, se non altro per le comuni frequentazioni, vedi Dell'Utri e Mangano, già nel 2002 avevano capito la natura del caimano di Arcore. A tal proposito forse vale la pena rileggersi un articolo di quel periodo quando i mafiosi che non avevano avuto le leggi che si aspettavano coniarono la frase divenuta celebre

Iddu pensa solo a iddu
Se si fa l'elenco di tutte le leggi ad personam che ha fatto approvare c'è da pensare che non ha fatto altro che questo nella sua attività politica:
* la depenalizzazione del falso in bilancio
* la legge sulle rogatorie
* l'introduzione del divieto di sottoporre a processo delle cinque più alte cariche dello Stato tra le quali il presidente del Consiglio in carica (lodo Schifani)
* la "legge Cirami" sul legittimo sospetto
* la riduzione della prescrizione (che cancellava gran parte dei fatti oggetto di contestazione nel processo sui diritti TV verso Berlusconi)
* l'estensione del condono edilizio alle zone protette (comprensiva la villa "La Certosa" di proprietà di Berlusconi)
* il ricorso del governo contro la legge della regione Sardegna al divieto di costruire a meno di due chilometri dalle coste (che bloccava, tra l'altro, l'edificazione di "Costa Turchese", insediamento di 250.000 metri cubi della Edilizia Alta Italia di Marina Berlusconi)
* la modifica del Piano di assetto idrogeologico (PAI) dell'Autorità di bacino del fiume Po che permette la permanenza de "la Cascinazza" (estensione di oltre 500.000 metri quadrati) di proprietà della IEI di Paolo Berlusconi[11]
* l'introduzione dell'inappellabilità da parte del pubblico ministero per le sole sentenze di proscioglimento (in questo modo il PM non avrebbe potuto fare appello contro un'assoluzione di Berlusconi in un processo)
* la legge Gasparri sul riordino del sistema radiotelevisivo e delle comunicazioni (qui non occorrono spiegazioni
* la norma transitoria della Legge 90/2004 che consentì a Gabriele Albertini, sindaco di Milano non più rieleggibile, di essere candidato alle elezioni europee senza dover dare le dimissioni da sindaco.
Alcuni esperti di diritto hanno anche definito "legge ad coalitionem" la legge elettorale del 2006 che, data la morfologia delle formazioni politiche all'atto delle elezioni governative, si riteneva dovesse permettere ai partiti della coalizione di centrodestra di ottenere un numero di seggi fortemente superiore rispetto a quanto sarebbe avvenuto con la precedente normativa, ma che in realtà non ha avuto altro effetto se non quello di alimentare la disgregazione.
Io non sono geneticamente di sinistra: ho una formazione culturale scientifica quindi sono portato ad affrontare i problemi in modo pragmatico senza farmi condizionare da ideologie. Sull'etica però non transigo: in politica non si scende come ha fatto Berlusconi ma si deve salire perché per chi lo fa deve essere come una specie di volontariato, si deve mettere al servizio del bene comune ed, in buona fede, cercare di ottenerlo.

lunedì 12 maggio 2008

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Vogliamo sapere se le cose scritte da Travaglio di Schifani sul suo libro sono vere.

Per il direttore generale della Rai il comportamento di Travaglio è "inescusabile" . Fabio Fazio si è scusato all'inizio della trasmissione su quanto aveva detto Travaglio su Schifani. Pure la Finocchiaro ha criticato Travaglio per il suo comportamento. Secondo la Finocchiaro accuse di collusione mafiosa non possono essere fatte in assenza di contraddittorio. Solo Di Pietro lo ha difeso dicendo che in occasione di una rapina per raccontarla non è che bisogna sentire anche la versione del rapinatore. Credo che il problema non sia quello che Travaglio ha detto e dove lo ha detto ma se sia o non sia vero. Ecco qui un sunto della scheda di Schifani tratta dal libro "Se li conosci li eviti"

Soprannome: Fronte del Riporto.
Segni particolari: Porta il suo nome, e quello del senatore dell’Ulivo Antonio Maccanico, la legge approvata nel giugno del 2003 per bloccare i processi in corso contro Silvio Berlusconi: il lodo Maccanico-Schifani con la scusa di rendere immuni le «cinque alte cariche dello Stato» (anche se le altre quattro non avevano processi in corso). La norma è stata però dichiarata incostituzionale dalla consulta il 13 gennaio 2004. L’ex ministro della Giustizia, il palermitano Filippo Mancuso, ha definito Schifani «il principe del Foro del recupero crediti», anche se Schifani risulta più che altro essere stato in passato un avvocato esperto di questioni urbanistiche. Negli anni Ottanta è stato socio con Enrico La Loggia della società di brookeraggio assicurativo Siculabrokers assieme al futuro boss di Villabate, Nino Mandalà, poi condannato in primo grado a 8 anni per mafia e 4 per intestazione fittizia di beni, e dell’imprenditore Benny D’Agostino, poi condannato per concorso esterno in associazione mafiosa.
Secondo il pentito Francesco Campanella, negli anni Novanta il piano regolatore di Villabate, strumento di programmazione fondamentale in funzione del centro commerciale che si voleva realizzare e attorno al quale ruotavano gli interessi di mafiosi e politici, sarebbe stato concordato da Antonino Mandalà con La Loggia.
L’operazione avrebbe previsto l’assegnazione dell’incarico ad un loro progettista di fiducia, l’ingegner Guzzardo, e l’incarico di esperto del sindaco in materia urbanistica allo stesso Schifani, che avrebbe coordinato con il Guzzardo tutte le richieste che lo stesso Mandalà avesse voluto inserire in materia di urbanistica. In cambio, La Loggia, Schifani e Guzzardo avrebbero diviso gli importi relativi alle parcelle di progettazione Prg e consulenza. Il piano regolatore di Villabate si formò sulle indicazioni che vennero costruite dagli stessi Antonino e Nicola Mandalà
[il figlio di Antonino che per un paio d’anni ha curato gli spostamenti e la latitanza di Bernardo Provenzano, nda], in funzione alle indicazioni dei componenti della famiglia mafiosa e alle tangenti concordate. Schifani, che effettivamente è stato consulente urbanistico del comune di Villabate, e La Loggia hanno annunciato una querela contro Campanella.
Assenze: 321 su 1447 (22,2%) missioni 20 su 1447 (1,4%).
Frase celebre: «Li abbiamo fregati!» (dopo l’approvazione della legge sul legittimo sospetto, che doveva servire per spostare i processi contro Berlusconi e Previti da Milano a Brescia, 1° agosto 2002).
«Rita Borsellino sfrutta il nome del fratello per fini politici» (12 settembre 2003).
«Sono un sessantottino, ho partecipato anch’io alle occupazioni. Sto dedicando la mia vita a lui, io credo molto in Silvio Berlusconi (...) Mi sono innamorato di Berlusconi perché ho visto in lui quella
naturalezza e genuinità della politica che non avevo visto in passato. È un grande stratega e un grande leader» («Libero», 29 luglio 2007 ).
Oggi Cuffaro ha ripreso saldamente in mano il timone di una Sicilia che già è cresciuta così come i dati sul Pil e sulla disoccupazione ai minimi storici ci indicano. Dobbiamo anche riconoscere al governatore siciliano che è stato e continua ad essere l’unico garante
della unitè della coalizione, risultato questo che, in un sistema maggioritario, è garanzia di stabilità e quindi di quella risorsa fondamentale per lo sviluppo che è la governabilità di un territorio. Forza Italia sarà al suo fianco in questa nuova fase di governo della Regione per sostenere quella linea riformistica che è alla base del proprio credo politico» (dopo la condanna di Cuffaro a 5 anni per favoreggiamento, Agi, 19 gennaio 2008 ).
Se Travaglio dice il falso caro Presidente del Senato Schifani lo quereli è semplice. Oppure non dice il falso? Questo è quello che vogliamo sapere. Per maggiore completezza ecco il video di Travaglio a "Che tempo che fa"

mercoledì 30 aprile 2008

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I nuovi Presidenti di Camera e Senato si sono rifatti il look! Guardate!

Una spettacolosa Gianfranca Fini, estremamente sexy, con uno sguardo ammaliatore...


Una Renata Schifani dalla prorompente bellezza. Altro che la Carfagna...