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domenica 27 luglio 2008

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Berlusconi attacca la magistratura eppure è l'uomo che la dovrebbe ringraziare di più.

"Ora il sabato potrò lavorare tranquillo e non stare con i miei avvocati" ha detto dopo l'approvazione del lodo Alfano-Schifani. Questa è la meno virulenta delle dichiarazioni sulla magistratura ("le toghe rosse") da parte di Berlusconi che in passato l'aveva definita "cancro", "metastasi", "criminale" solo per ricordare alcuni epiteti.
Berlusconi in questi 15 anni di attività politica ha avuto pochi punti fermi. Basta ricordare la lite con Bossi ("con lui mai più alleati perché è inaffidabile"), le frecciate continue con Fini, i giri di valzer e le pugnalate con Casini. Le uniche cose in cui è sempre stato tetragono sono

  • la tenace difesa dei suoi interessi
  • la genetica avversione nei confronti della magistratura
La prima è, come sappiamo, una sua caratteristica peculiare nonché la ragione per cui tale personaggio è "sceso" in politica ma la seconda, se si riflette un po', rappresenta la summa della mistificazione e della negazione della realtà data a bere, tramite le sue tv, al popolo degli elettori-telespettatori.

mercoledì 21 maggio 2008

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Mastella torna alla grande e se la prende con Di Pietro.

Finalmente si fa nuovamente sentire Mastella che dal suo blog se la prende con Di Pietro. Mastella ha un blog ed anzi vi invito a sottoscrivere i feed. Lui mi sa che ne sa di cose:
’E bravo Di Pietro. Leggo proprio oggi sul settimanale ’Tempi’ che l’ex poliziotto di ferro, l’ex pm di ’mani pulite’, l’ex candidato di Berlusconi al ministero degli Interni, l’ex ministro per le Infrastrutture, quello per intenderci che con Grillo manifestava sulle piazze contro tutto e contro tutti, solidarizzando con il pm di why not? Luigi De Magistris - si’, proprio lui - ha piu’ volte ricercato contatti con quel Saladino per il quale - senza alcuna responsabilita’ come hanno sentenziato i giudici - io sono finito invece nel tritatutto mediatico, giudiziario e politico, di cui il buon Di Pietro e’ stato grande megafono’.
Lo scrive il leader dell’Udeur, Clemente Mastella, sul suo blog nel quale si chiede se ’e’ un delitto tutto cio’?’. ’Assolutamente no. Ma se Di Pietro ritiene che lo sia - prosegue Mastella -, mi attendo che smentisca le ricostruzioni giornalistiche del settimanale oppure si dimetta da quel ruolo di finto moralizzatore con il quale, soffiando spregiudicatamente sul fuoco del populismo e del facile qualunquismo, cerca di tirare acqua al suo mulino.
Diciamo che su questo integerrimo fustigatore, per quanto mi riguarda, continuano ad addensarsi ancora parecchi interrogativi ai quali non mi sembra abbia mai dato risposte esaurienti. Per esempio: Perche’, dopo aver assestato un duro colpo a tangentopoli si e’ dimesso? Perche’ e con quali finalita’ e’ entrato in politica? Quali sono i motivi che lo hanno portato, unico partito fra quelli del centro-sinistra, ad essere graziato dal PD che, consentendogli l’apparentamento, gli ha permesso di superare la tagliola della legge elettorale?’. ’Dubbi, tanti dubbi - conclude Mastella -. E che suscitano inquietanti interrogativi’.
Ecco il link per il sunto dell'inchiesta Why not? in cui compare anche il nome di Saladino. Ci aspettiamo che Di Pietro smentisca tutto ciò altrimenti dovremo rivedere il giudizio che abbiamo su di lui.

giovedì 13 marzo 2008

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A Mastella il premio fesso dell'anno

Oggi come oggi, prima di far cadere il governo Prodi, ci penserei due volte sopra, anzi dieci volte probabilmente. Faccio questa valutazione senza dimenticare le condizioni assolutamente drammatiche in cui si e' determinato l'arresto di mia moglie e ricordando che i miei voti in parlamento non erano determinanti per fare cadere il governo Prodi''. Lo ha dichiarato Clemente Mastella, in un'intervista rilasciata a Klaus Davi. Se c'è una cosa positiva in queste elezioni è che ci siamo levati dalle scatole Mastella, non so per quanto, e le sue tardive considerazioni mi lasciano indifferente. Certo a ripensarci il buon Clemente è stato proprio un fesso. Era ministro, qualunque cosa che chiedeva gliela concedevano se no faceva cadere il governo (vedi il dietrofront sui DICO), la moglie ben asseggiolata nel cosiglio regionale campano quando da un giorno all'altro senza dare una motivazione valida ha fatto cadere il governo. Adesso si trova con un pugno di mosche in mano, lui non ricandidato, il suo partito personale che si sfalda; un suo ex amico ha detto che si tratta del caso di "suicidio politico" più imponente della storia, forse ha esagerato ma neanche tanto, e dire che è sempre passato per essere una mente machiavellica. Dovrebbero dargli il premio come "fesso dell'anno". E dire che aveva pure una carta firmata da Berlusconi! Almeno fosse andato dal notaio come fece a suo tempo Bossi.

martedì 11 marzo 2008

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Mastella e la carta di Berlusconi

Notizia di agenzia:
-"L'accordo con Berlusconi c'era ed era pure su carta". Intervistato dal quotidiano City, l'ex guardasigilli Clemente Mastella rivela che, caduto Prodi, era tutto pronto per il suo passaggio nel Pdl: "Per correttezza non ho detto niente, ma confermo che l'accordo c'era. Poi è venuto meno. Qualcosa di misterioso è accaduto contro di me".
Caro Clemente dovevi fare come Bossi e andare dal notaio, con Berlusconi una semplice carta che vuoi che conti con tutti gli avvocati che ha?

giovedì 6 marzo 2008

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Casini e Mastella. Solidarietà tra pari

Casini ha detto in un'intervista a Telenorba che "fa schifo" chi ha scaricato Mastella dopo che per i suoi servigi da killer del governo Prodi gli aveva promesso una candidatura per lui e per un certo numero dei suoi. Da che pulpito viene questa lezioncina! Da uno che ha votato tutte le leggi ad personam di Berlusconi anche le più oscene e che adesso si scopre difensore di valori come lealtà e buona politica. Intanto candida Cuffaro (già condannato per favoreggiamento mafioso) in Sicilia e rispolvera (sic!) nientemeno che De Mita in Campania. Fa il solidale con Mastella però si guarda bene da fare un accordo perché pensa che lo danneggi. Aveva la possibilità di fare addirittura di fare il presidente del consiglio dopo la caduta del governo Prodi ma Berlusconi lo fece desistere e poi l'ha fregato come ha fatto per Mastella. La cosa strana e che questi due che si sono fatti abbindolare come polli passano come i più furbi della scena politica italiana. Figuriamoci gli altri. Stasera finalmente si saprà se i radicali accettano le candidature oppure no. Spero vivamente di no perché portano un sacco di problemi e pochi voti.

martedì 4 marzo 2008

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Tremonti nuovo(?) ministro dell'economia? No grazie, una ragione in più per non votare Pdl. Mastella out; avuto la grazia gabbato lo santo

Berlusconi ha detto che il nuovo ministro dell'economia, in caso di vittoria comunque per lui scontata, sarà udite udite Giulio Tremonti. L'uomo della finanza creativa, quello che si è inventato i condoni più incredibili, come quello sui bolli auto. In cinque anni di governo Tremonti che aveva ereditato un avanzo primario del 5% è riuscito nell'impresa di azzerarlo. Adesso ci viene riproposto, quando dopo due anni di amministrazione virtuosa, il paese è riuscito finalmente a risanarsi. Tremonti aveva portato l'Italia a subire una procedura per deficit eccessivo da Bruxelles che proprio in questi giorni è stata chiusa visto che il rapporto deficit Pil è stato portato all'1,9%, ben sotto il 3% richiesto. Un ministro che negli anni in cui ha governato ha miseramente fallito adesso viene dipinto come una specie di uomo della provvidenza. Provvidenza forse per gli evasori fiscali, da lui molto amati visto che ne è stato consulente come dichiarato da Fazio, evasori invece che con l'era Visco Padoa-Schioppa sono stati costretti , volenti o nolenti, a dichiarazioni dei redditi meno scandalose. Oggi è pure scoppiata la grana dei radicali che non si capisce bene che cosa vogliono ancora. Per me la loro inclusione nelle liste del PD può addirittura essere controproducente visto che non pongono problemi politici ma meri discorsi di poltrone. Intanto Berlusconi ha detto che Mastella avrebbe provocato un danno del 10% circa al Pdl nel caso di una sua candidatura; tempo fa si era spinto in lodi sperticate per Clemente dicendo che per lui nutriva grande riconoscenza. Si è visto.