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giovedì 27 marzo 2008

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Meno male che Silvio c'è..?

lunedì 17 marzo 2008

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Intervista sull'Espresso a Casini. Sembra che abbia capito tutto solo ora

Questa intervista a Casini è stata pubblicata dall'Espresso a cura del giornalista Damilano, è sintomatica per capire in quale clima si sia vissuti in questi anni
-Nel 2006 c'era Nanni Moretti a capeggiare il fronte anti-berlusconiano con il 'Caimano'. Oggi al suo posto c'è il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini. Provinciale, populista, Putin all'italiana: tutti i giorni dà un calcio al Cavaliere, di cui pure è stato alleato a lungo. "La mia campagna è bilanciata: contro Veltroni e contro Berlusconi", spiega l'ex presidente della Camera: "Non ho alcuna ossessione verso Berlusconi: è un amico, lo considero ancora tale. Ma da anni c'era tra noi un dissenso profondo, la pretesa di inglobarci nel suo partito-proprietà ha fatto traboccare il vaso". Quattordici anni di vita in comune raccontati da Casini: litigi, riappacificazioni, la rottura. "A volte riuscivamo a parlare perfino di politica".

Come in una storia d'amore: il suo primo incontro con Silvio?
"L'avevo già conosciuto, ma ricordo una riunione nella sua casa romana, in via dell'Anima, dietro piazza Navona. Era il 1992, durante l'ultima campagna elettorale della Dc io, Enzo Carra e Luciano Radi andammo a incontrare lui, Gianni Letta e Fedele Confalonieri. Volevamo farci sentire perché le sue televisioni aiutavano solo i socialisti e non la Democrazia cristiana. Io, in particolare, protestai con una certa veemenza. Su questo punto avevo litigato anche con Arnaldo Forlani, segretario della Dc: lo accusavo di essere troppo morbido nel rivendicare spazi sulle tv di Berlusconi quando c'era lo strapotere di Craxi".

Negli anni Ottanta eravate un partito trasversale: il centro della Dc, il Psi di Craxi e Berlusconi. Se lo aspettava un suo ingresso in politica?
"Ci chiamavano il Caf: le iniziali di Craxi, Andreotti e Forlani. Quando i partiti furono travolti dalle inchieste giudiziarie Berlusconi ha avuto la grande capacità politica di colmare il vuoto. Una capacità che gli riconosco ancora oggi".

Voi orfani della Dc eravate messi male: lei si aggirava con un cappello a visiera e Mastella al fianco. Berlusconi ripete: li ho salvati dall'estinzione e mi ripagano così. Ingrati.
"Questa è la prima bugia. Berlusconi ha salvato me come noi abbiamo salvato lui. È stato un mutuo soccorso".

Beh, lui aveva i voti, voi no.
"Berlusconi aveva bisogno di dimostrare che c'era una continuità con una parte della Dc moderata, noi avevamo bisogno di un accordo per sopravvivere. Siamo nati sulla base di un reciproco aiuto, la lista alle elezioni del '94 si chiamava Forza Italia- Ccd. Con noi si candidò anche Giuseppe Pisanu: provò a convincerci che Forza Italia era una scatola vuota e che per noi dc sarebbe stato semplice entrare e guidarla".

Perché rifiutò di farlo?
"Perché Forza Italia era un partito personale, il partito di Berlusconi. Allora sicuramente, oggi molto di più".

Bella scoperta. Intanto lei ci ha convissuto per 14 anni e si è perfino speso per introdurlo nel Partito popolare europeo. Pentito?
"Quando mi mossi per far entrare Berlusconi nel Ppe ci fu una riunione in cui Forza Italia si impegnò a svolgere congressi democratici. Da allora, c'è mai stato un congresso nazionale di Forza Italia? In 14 anni non ne ho visto uno! In questi anni i suoi difetti si sono ingigantiti invece di diminuire".

Frase da coniuge deluso. Berlusconi le ha mai fatto capire che lei poteva diventare il suo erede, il delfino, come fa con Fini?
"Non ho mai creduto né ai delfini né all'eredità. Sono cose che per Berlusconi non esistono".

Le mancano le cene di palazzo Grazioli, i gelati del cuoco Michele?
"La frequentazione con Berlusconi si è interrotta quando sono diventato presidente della Camera. Mi invitò ad andare da lui e gli risposi che, da quel momento in poi, sarebbe stato lui a venire da me, per galateo istituzionale. Prima ci vedevamo ogni settimana: erano momenti gradevoli, la persona è simpatica. A volte, pensi, riuscivamo a parlare perfino di politica".

E il primo scontro?
"Subito, nel 1994. Lui, Giuliano Ferrara e Cesare Previti spingevano per portare Carlo Scognamiglio alla presidenza del Senato. Io e Gianni Letta volevamo confermare Giovanni Spadolini, dicevamo che era uno sbaglio enorme".
Vinse Berlusconi. Quando si è rotto il rapporto di fiducia tra voi?
"Con la presidenza della Camera. Cercavo di essere il garante di tutti e non il braccio armato della maggioranza. Forse era un'interpretazione delle istituzioni che non gli piaceva. Se tornassi indietro rifarei quello che ho fatto. Ho collaborato con un galantuomo come Carlo Azeglio Ciampi, ho servito il Paese con totale rigore".

Il Cavaliere le ha mai fatto proposte irricevibili?
"Se ti fanno proposte scorrette vuol dire che sei il tipo che se le fa fare. A me non le ha mai avanzate".

Oggi Berlusconi dice di lei tutto il male possibile: con lui non parlo, mi basta il suocero, lo schiaccio, lo distruggo...
"Sono le cose che ha detto in tutti questi anni e poi ha regolarmente smentito. Poiché l'ho conosciuto bene, non ho mai creduto alle smentite, ma sempre alle indiscrezioni. Berlusconi è come me: non è un uomo che coltiva il malanimo. Ma una grandissima insofferenza, questo sì. A un certo punto non mi sopportava più".

Per quale motivo?
"L'unica cosa che non accetta nella vita è uno che lo contraddica: io lo contraddicevo sempre, non mi poteva amare".

E Fini? Non lo contraddice mai?
"Fini lo contraddice nelle riunioni, poi uscito da palazzo Grazioli, negli atti politici, finisce sempre per dargli ragione".

Allora il vero figliol prodigo è lui.
"Se parliamo di sentimenti, quello che pensa Fini di Berlusconi è quello che penso io, quello che pensa Berlusconi di Fini è quello che pensa di me. Ma, arrivati al dunque, Fini si è sempre piegato, io no. Il caso Ciarrapico è emblematico".

Davvero non si è mai piegato?
"Poche volte. Ai giovani che incontro dico: ragazzi, in politica i compromessi esistono. Ne avrei fatto uno anch'io anche in queste elezioni, per non dividere i moderati italiani. Se Berlusconi non avesse fatto questo atto di prepotenza nei nostri confronti, probabilmente avrei fatto la campagna elettorale con lui. Ma sono contento che le cose siano andate così. Sarebbe stata una campagna fatta più per convenienza che per convinzione".

Lei ha detto che il centrodestra senza l'Udc è come una scampagnata sulla Luna. Ma forse in orbita ci finirà lei...
"È un rischio che mi lascia indifferente. Alla Camera il Pdl può vincere, al Senato è più difficile. Ma anche se dovesse vincere, non riuscirà a governare. Vivacchierà e dopo qualche mese le aspettative si trasformeranno in delusioni. Sono attrezzato a fare l'opposizione a Berlusconi, seria, serena, se farà provvedimenti giusti li voteremo. Ma certo non potremo votare la fiducia al suo governo".

Lei tuona contro il voto utile: ma la Dc lo ha chiesto in funzione anti-comunista per 50 anni...
"La Dc era una cosa molto diversa. E non credo che il partito repubblicano di Ugo La Malfa fosse un partito inutile. Se fosse stato più ascoltato si sarebbe evitata la degenerazione della prima Repubblica".

A proposito: Veltroni schiera sindacalisti e imprenditori, come si faceva ai tempi di piazza del Gesù. Il Pd è la nuova Dc?
"Il Pd è una gran confusione. Un tentativo di superare la legislatura di Prodi avviando una grande cosmesi della sinistra. Se dovesse governare le contraddizioni esploderebbero subito".

Ma come? Lei e Veltroni vi scambiavate biglietti in cui sognavate schieramenti senza Borghezio e Caruso, senza muro contro muro. E ora è tutta una cosmesi?
"È positivo che Veltroni abbia liberato la sinistra dall'ossessione anti-berlusconiana. Ma vedo una politica che affastella, senza disegno. In questo c'è un parallelismo totale tra Berlusconi e Veltroni: Veltroni candida radicali e cattolici, Berlusconi mette insieme Fini e Ciarrapico, Mussolini e Giovanardi. Guardi la Spagna: i grandi partiti aumentano i voti, ma sono figli di tradizioni radicate, si innovano, ma restano nelle loro radici. Qui da noi, invece, si vuole costruire un bipolarismo fondato sulla politica senza radici, quella costruita sul predellino dell'auto".

Qual è la soglia del successo dell'Udc?
"Il mio grado di successo è proporzionale al consenso che maturerà per i partiti maggiori. C'è uno schiacciamento senza precedenti dei media su Berlusconi e Veltroni. Sembra che ci sia un solo candidato in campo. È un gioco delle matrioske: Veltroni e Berlusconi sono uno dentro l'altro. Questo rende ancora più difficile la campagna del voto utile. Dopo che Berlusconi ha accreditato l'idea di poter fare il governo con Veltroni, come fa a proporsi come diga contro qualcosa?".
Lei crede alla grande coalizione?
"Credo che Berlusconi lavorerà per questo obiettivo. Se fosse una soluzione per i problemi degli italiani e non per i problemi loro, sarebbe positivo. Ma Berlusconi sa che il Pdl è troppo poco credibile e troppo spostato a destra per governare l'Italia. Dopo qualche mese avrebbe milioni di persone in piazza. Per questo vorrebbe fare il governo con Veltroni".

Chi potrebbe guidare il governo delle grandi intese? Il leader che arriva primo alle elezioni, come nel caso di Angela Merkel in Germania?
"Un'ipotesi che non esiste. In Italia la grande coalizione, per essere credibile, non può essere guidata da uno dei contendenti: né Berlusconi né Veltroni".

E allora chi? Il governatore Mario Draghi? Luca Cordero di Montezemolo?
"Non mi piace il gossip sui nomi, ma sono due persone che stimo molto".

Il 'Financial Times' ricorda che Casini è centrale in ogni trattativa. In caso di grande coalizione lei che farà?
"Non mi spaventa l'idea di fare l'opposizione. Sarebbe un'ipotesi suggestiva: una grande coalizione con un'opposizione di centro, moderata, seria".

Gli ex dc fuori dal governo. Una cosa mai vista.
"Sarebbe una cosa buona. E una scelta molto importante per il futuro del centro italiano. Vedere Fini e Veltroni insieme al governo ci darebbe enormi prospettive. Avremmo spazi larghi come praterie e il tempo per far maturare una prospettiva di governo alta e seria".

mercoledì 12 marzo 2008

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Sondaggio SWG


Secondo il sondaggio SWG appena pubblicato su affaritaliani.it e che vedete sopra ormai il distacco tra Pdl (+ Lega + Mpa) e il PD (+IdV) si è ridotto ormai a solo 4-5 punti dagli 8 che era pochi giorni fa. Forse è stato l'effetto Ciarrapico. Non tanto per le esternazioni apologetiche del fascismo di quel personaggio quanto per la certezza che il Pdl non è altro che maquillage di facciata e dentro continuano a essere ben presenti sia FI (cioè Berlusconi) ed AN che hanno strategie, valori ed obbiettivi diversi. E' chiaro che si sono messi assieme solo per interesse contingente.

mercoledì 5 marzo 2008

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Radicali: ma un accordo con loro era proprio necessario? Credo sia giunta l'ora di fregarsene di questi scioperi di Pannella. Che crepi pure.

Qualche minuto fa Franceschini ha detto che i 9 candidati radicali saranno tutti eletti. Poco prima Veltroni aveva detto che le elezioni non sono un tram sul quale salire fino a destinazione. Dal punto di vista mediatico questa nuova querelle con Pannella che fa seguito a quella per il vil denaro dei contributi e che probabilmente, quando finirà, sarà sostituita da un'altra, è un danno notevole all'immagine di un PD che si era finalmente liberato dai ricatti della sinistra radicale. Mi chiedo chi ce l'ha fatto fare di imbarcare i radicali, forse quel masochismo sottile che non abbandona mai la sinistra. I radicali vivono costantemente nelle polemiche e si nutrono di polemiche, qualche volta magari anche per nobili fini ma molto spesso per ottenere più visibilità. Spero che ci siano ancora i margini per troncare il patto e lasciarli al loro destino. A loro del nostro destino credo che freghi molto poco: si sono alleati e scontrati con tutti a destra e a sinistra, il loro obbiettivo sono come abbiamo visto null'altro che le poltrone.

martedì 4 marzo 2008

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Tremonti nuovo(?) ministro dell'economia? No grazie, una ragione in più per non votare Pdl. Mastella out; avuto la grazia gabbato lo santo

Berlusconi ha detto che il nuovo ministro dell'economia, in caso di vittoria comunque per lui scontata, sarà udite udite Giulio Tremonti. L'uomo della finanza creativa, quello che si è inventato i condoni più incredibili, come quello sui bolli auto. In cinque anni di governo Tremonti che aveva ereditato un avanzo primario del 5% è riuscito nell'impresa di azzerarlo. Adesso ci viene riproposto, quando dopo due anni di amministrazione virtuosa, il paese è riuscito finalmente a risanarsi. Tremonti aveva portato l'Italia a subire una procedura per deficit eccessivo da Bruxelles che proprio in questi giorni è stata chiusa visto che il rapporto deficit Pil è stato portato all'1,9%, ben sotto il 3% richiesto. Un ministro che negli anni in cui ha governato ha miseramente fallito adesso viene dipinto come una specie di uomo della provvidenza. Provvidenza forse per gli evasori fiscali, da lui molto amati visto che ne è stato consulente come dichiarato da Fazio, evasori invece che con l'era Visco Padoa-Schioppa sono stati costretti , volenti o nolenti, a dichiarazioni dei redditi meno scandalose. Oggi è pure scoppiata la grana dei radicali che non si capisce bene che cosa vogliono ancora. Per me la loro inclusione nelle liste del PD può addirittura essere controproducente visto che non pongono problemi politici ma meri discorsi di poltrone. Intanto Berlusconi ha detto che Mastella avrebbe provocato un danno del 10% circa al Pdl nel caso di una sua candidatura; tempo fa si era spinto in lodi sperticate per Clemente dicendo che per lui nutriva grande riconoscenza. Si è visto.

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NUOVA IMPERDIBILE RACCOLTA DI UOLTER UELTRONI'S FACTS

-piange il telefono
Il telefono l'ha inventato Uolterueltroni. Poi ha chiamato Meucci e gli ha ceduto la paternità dell'invenzione per amicizia.
-pignolo e cortese
Uolterueltroni prima di spaccare il capello in quattro gli chiede il permesso e gli fa l'anestesia.
-pignolo e cortese 2
Uolterueltroni quando trova il pelo nell'uovo, lo pettina.
-democratic party
no uolter no party
-è uno che buca
Uolterueltroni è l'unico a cui tutte le ciambelle vengono con il buco.
-Narici
UolterUeltroni non mette mai le dita nel naso: sono le narici che fanno un tuffo carpiato sulle sue dita!
-ESAMI
Uolterueltroni ha una nuova idea per la scuola: prima di sostenere gli esami di maturità, bisognerà sotenere quelli di bontà e di equilibrio emotivo.
-risiko
Uolterueltroni piace perchè è talmente buono che quando gioca a Risiko si rifiuta di invadere i territori avversari.
-Ottimismo cosmico
Se Giacomo Leopardi avesse conosciuto Uolterueltroni, si sarebbe messo a scrivere le battute per Silvio.
-dio
non è uolterueltroni che crede in dio, ma dio che crede in uolterueltroni -
DIO 2
Attraverso il proprio portavoce, Dio precisa di non credere in senso fideistico in Uolterueltroni, ma di apprezzarne comunque il programma e l'impegno politico. "Se fossi cittadino italiano, lo voterei volentieri" ha fatto sapere il Signore.
-Il ponte di Messina
non c'è bisogno del ponte di Messina perché quando arriva a Reggio il pullman di uolter ueltroni si spalancano le acque
-Assi nella manica
uolterueltroni non ha assi nella manica, perché vuole dare a tutte le carte pari opportunità
-il perché di una scelta
nell'unico aspro scontro elettorale avuto con berlusconi, uolterueltroni si è limitato a dirgli: con te dovrò combattere, non ti si può pigliare come sei, i tuoi difetti son talmente tanti che nemmeno tu li sai. sei peggio di un bambino capriccioso, la vuoi sempre vinta tu, sei l'uomo più egoista e prepotente che abbia conosciuto mai.
Silvio lo ha abbracciato.
-Com'e' nata la proposta del PD per la castrazione chimica dei pedofili
Uolterueltroni in visita a Cuba.
Piacere, io uolterueltroni.
Piacere, io Castro.
-FRANCESCHINI
Uolterueltroni ha dichiarato che Franceschini non é un personaggio minore, ma il suo Uolterego. -benedetto uomo
entro fine mese a uolterueltroni arriveranno le stimmate
-cassanate
silvio berlusconi si è tolto il parrucchino e l'ha gettato contro uolterueltroni.lui però non l'ha espulso, gli si è avvicinato e glielo ha riattaccato.
-Filosofia
La filosofia ha sempre interessato uolterueltroni: yes i Kant
-Pullman
La settimana scorsa a venti chilometri da un autogrill sul pullma di uolterueltroni erano finiti i panini. Il pullman si è fermato in una piazzola di sosta e ha iniziato a scendere la manna dal cielo
-SILVIO HA GLI INCUBI
Uoltergeist. Demoniache presenze.
-NIU UESTERN SPAGHETTI
Uolterueltroni vuole rifare il famoso film di Sergio Leone, quindi sta cercando il Brutto e il Cattivo perché il Buono lo farà lui.
-ANTONIO CASSANO 2
In vista della inevitabile pesante squalifica che lo aspetta, Uolterueltroni ha invitato Cassano a seguirlo nel suo tour in pulmann così potrà imparare un po' di buone maniere.
-Ma anche gli anni 70
Uolter candiderà gli industriali e gli operai, i laici e i cattolici, i pacifisti e i generali, i Ricchi e i Poveri(che per l'occasione faranno pace e torneranno nella formazione originale con Marina Occhiena)
-Conversione
Uolterueltroni, quando sarà eletto, convertirà Piergiorgio Odifreddi al cristianesimo.-

giovedì 28 febbraio 2008

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Gay, Vallette, Condannati. E' iniziato il festival delle candidature

L'Arcigay comunica:
Nessun leader di Arcigay è stato candidato in qualsivoglia lista elettorale per le prossime elezioni politiche: lo precisa il segretario nazionale dell'associazione, Riccardo Gottardi, alla luce delle notizie riguardanti presunte candidature, e in particolare quella del presidente nazionale Aurelio Mancuso da parte della Sinistra Arcobaleno. Arcigay sottolinea inoltre che "le operazioni giornalistiche e le dichiarazioni di esponenti del PD che accreditano candidature del movimento sono assolutamente inconsistenti. Si tratta di nomi di facciata, che sono rappresentativi solo di se stessi".
I berlusconiani incredibile a dirlo stanno inondando il sito del Pdl con questa richiesta:
No veline e starlette: nelle liste del pdl servono più lavoratori veri, magari anche qualche disoccupato. Il popolo di Fi si rivolge a Silvio Berlusconi attraverso lo "spazio azzurro" e muove un appunto al cavaliere: il pdl "coinvolge gli elettori solo per la scelta del nome o il programma ma non per le candidature".
Intanto l'Idv comunica che non ci sarà nessun condannato nelle loro liste ma questo lo avevano già detto così come l'aveva già detto il PD.
E' mai possibile che in Italia non esista un metodo di selezione della classe dirigente degno di questo nome? Innanzitutto ci dovrebbero essere delle esclusioni a prescindere come quelle dei condannati ma non solo, perché credo che se uno è indagato per un fatto grave debba pensare ai suoi problemi e non essere candidato al parlamento. Adesso poi qual'è la caratteristica che deve avere il candidato? Solo una quella di portare voti o attraverso una sua personale rete clientelare o perché personaggio nel quale gli elettori possano, non tanto identificarsi, quanto vederlo come il simbolo di un mondo che gli è vicino o comunque al quale anelano. Ecco quindi le candidature di personaggi televisivi, starlette di seconda fascia che non si sa bene con quale competenza opereranno; addirittura persone coinvolte in qualche scandalo quindi diventate famose e, per questo ritenute in grado di intercettare voti.
La legge elettorale è purtroppo pessima e non lascia margini di manovra; credo però che il metodo usato, sia pure parzialmente dal PD, quello delle primarie locali (le cosiddette primariette) per scegliere i candidati sia un inizio che spero prenda corpo sempre di più. Penso che il sistema migliore sia quello di avere dei piccoli collegi nel quale si elegge un solo rappresentante che poi finisce per rappresentare tutto il territorio. Se non altro ci sarebbe un calo notevole delle spese elettorali. Purtroppo ci dobbiamo tenere il Porcellum.

venerdì 22 febbraio 2008

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INGENUI DI TUTTA ITALIA UNITEVI

Berlusconi ha detto che non occorre fare campagna elettorale e che gli italiani non sono così ingenui da votare per chi ha fatto solo disastri. Sono orgoglioso di far parte della categoria degli ingenui. Purtroppo i veri ingenui sono i suoi elettori che dopo quasi 15 anni di berlusconismo non hanno ancora capito che lui tutto quello che fa è per il suo personale tornaconto. Il monopolio della televisione commerciale gli rende centinaia e centinaia di milioni di euro l'anno.