Certo che Berlusconi è veramente senza vergogna! Dopo aver raddoppiato l'IVA sulla Pay TV che porterà un danno di 200-300 milioni di euro a Sky e di 3-4 milioni a Mediaset ecco che assesta un altro colpo ai suoi concorrenti storici. Sembra infatti già pronto un progetto per diminuire il canone RAI e quindi per diminuirne le entrate. Non sono i soliti comunisti che lo scrivono ma la notizia è stata pubblicata da Libero di Vittorio Feltri, sempre molto ben disposto nei confronti di Berlusconi. Dopo le leggi ad personam di inizio di legislatura ecco le leggi fatte apposta per aumentare la sua già smisurata ricchezza. E' veramente senza vergogna!
martedì 2 dicembre 2008
Berlusconi vuole abbassare il canone RAI. Dopo Sky ecco che colpisce pure la RAI.
venerdì 16 maggio 2008
Viene eliminato Primo Piano, l'approfondimento del TG3.
Giù le mani dal Tg3. Il Consiglio di amministrazione della Rai ha votato all’unanimità il piano di redistribuzione degli spazi informativi sulle tre reti. E a rimetterci, guarda caso, è il Tg3. L’edizione delle 23 e Primo Piano, lo storico programma di approfondimento della testata, vengono fatti fuori senza pietà. Al posto loro si dovrebbe dare spazio all’intrattenimento colto di Serena Dandini, giusto per non far gridare allo scandalo. Un colpo al cerchio e uno alla botte.
La redazione dichiara guerra. E per fare in modo che il comunicato sindacale non venga quasi sentito dai telespettatori, stretto tra le notizie in breve e i saluti di fine tg, ha scelto una forma innovativa: il video-comunicato. Un filmato di pochi minuti in cui si ripercorrono i volti che hanno accompagnato chi prima di andare a letto vuole sentire la voce del Tg3 sui fatti del mondo.
Insomma, il ritorno di Berlusconi al potere sembra aver già fatto sfaceli nel mondo dell’informazione in tv. Nel giro di poco più di due settimane si è aperto il caso Santoro, reo di aver dedicato troppo spazio a Beppe Grillo, il caso Fazio-Travaglio, con tanto di scuse dovute al presidente del Senato Schifani, infine le teste tagliate al Tg3. (Fonte - Unità)
Questo significa che sono superati anche gli editti bulgari. Berlusconi per avere asservite tutte le reti Rai non ha bisogno neppure di dirlo ad alta voce. Da notare che il provvedimento è passato all'unanimità e che quindi è stato votato anche dai consiglieri di centro sinistra. Stanno tentando di mediasettizzare anche la Rai, cercando di fassar passare come libera informazione un genere televisivo che invece non lo è. Guardate Striscia la Notizia, apparentemente sembra non di parte ma in realtà non affronta mai temi veramente tosti per il loro capo. Magari lo prendono in giro per il trapianto di capelli e questo per loro è libertà di informazione. Non una sola parola però su come Berlusconi ha fatto i soldi, sulla legge Gasparri, sul diritto più volte sancito di Europa 7 di prendere le frequenze di Rete 4, ecc. Adesso al posto dell'approfondimento del TG3 ci sarà magari Vergassola che dirà qualche battuta sulla Carfagna...
mercoledì 14 maggio 2008
Berlusconi vuole il dialogo a cominciare dalla Rai. Intanto si comincia a ridurre gli spazi del TG3.
«Dall´autonomia e la libertà di informazione, a partire dall'indipendenza della Rai – come ha detto il segretario del Pd Walter Veltroni – vedremo subito se il dialogo è vero». Ma il banco di prova già vacilla. A una settimana dall´entrata in carica del nuovo governo sono già tre i capitoli aperti sull´informazione. Primo, l´AnnoZero di Michele Santoro, che ad ogni puntata saluta i telespettatori come se fosse l´ultima e che dopo quella dedicata al V-Day2, in cui Beppe Grillo ha attaccato il Capo dello Stato e l'oncologo Veronesi, rischia grosso. Poi, Fabio Fazio e il suo Che tempo che fa, colpevole di aver ospitato le verità di Marco Travaglio sulle frequentazioni mafiose del presidente del Senato Schifani. E ora, ci mancava il Tg3, che a partire dalla prossima stagione potrebbe vedere ridotti, e di molto, i suoi spazi nel palinsesto.
Le prime due vicende, quelle di Fazio e Santoro, sono da mercoledì sotto la lente d´ingrandimento dell´Autorità garante per le Telecomunicazioni: con 6 voti a favore (tra cui quello del presidente Calabrò) e tre contrari, infatti, l´Agcom ha deciso di aprire un´istruttoria nei confronti della Rai. La tv pubblica avrà ora un mese di tempo per presentare le sue controdeduzioni e dimostrare così di non aver violato né «i diritti fondamentali della persona» né «i compiti del servizio pubblico».
Ma intanto si apre un´altra vertenza. È quella del comitato di redazione del Tg3 preoccupato perché il Cda Rai pare intenzionato a cancellare dal palinsesto «gli spazi di informazione del Tg3 nella seconda serata». Dunque, sembrerebbe, via pure Primo Piano. I giornalisti del Tg3 incontreranno l´azienda mercoledì 21 maggio e ribadiranno «la netta opposizione a qualsiasi compressione o spostamento di spazi editoriali della testata». E se andrà male, hanno già annunciato tre giorni di sciopero.
Fonte - L'Unità





