Il segretario generale del ministero degli Interni della Catalogna, Joan Boada, in un'intervista rilasciata a Cadena Ser ha duramente criticato infatti la condotta tenuta dalla stampa italiana in relazione all'omicidio della giovane padovana. Boada ha difeso l'operato dei Mossos d'Esquadra, la polizia autonoma catalana, per le accuse rivolte loro dagli organi di informazione italiani, assicurando che gli agenti hanno lavorato in maniera rapida ed efficace nel quadro delle indagini sulla scomparsa della turista italiana. Boada però ha anche alzato il tiro contro il governo Berlusconi e alla domanda se i mezzi di comunicazione italiani hanno fornito un'immagine secondo la quale la polizia catalana non ha agito bene nella tragica vicenda di Federica, ha replicato: «La polizia funziona e ha funzionato. I risultati sono stati ottenuti e sono là, a riprova del suo efficace e rapido funzionamento. Suppongo che in questo modo - ha proseguito Boada - la stampa italiana si è liberata dal compito di criticare il signor Berlusconi per la "animaladas" che ha in questo momento con la politica interna nel suo Paese. E, al tempo stesso, i media che gravitano nell'orbita di Berlusconi preferiscono affrontare altri argomenti, piuttosto che quello che succede alla politica interna italiana e dedicarsi piuttosto a criticare la polizia catalana. È stato utilizzato questo caso truculento».
Il ministro degli esteri Frattini da Berlusconiano Doc ha appena diramato una nota ufficiale
«Una indebita e inammissibile interferenza negli affari interni»: così la Farnesina definisce le «dichiarazioni rilasciate da un alto funzionario dell'Amministrazione catalana», in relazione alle indagini sulla morte di Federica Squarise e sull'operato della stampa italiana. Per il ministero degli Esteri, tali dichiarazioni «configurano un atteggiamento poco amichevole nei confronti dell'Italia e del suo Presidente del Consiglio».
Sono giorni che da questo blog dico esattamente la stessa cosa del funzionario catalano; siamo arrivati al punto che non gli basta più asservire le televisioni e intimidire i giornali con leggi come quella sulle intercettazioni, adesso mettono in moto pure la diplomazia per negare quella che è la limpidezza dei fatti. Specialmente Studio Aperto ma direi tutte le televisioni berlusconiane se non ci sono fatti truculenti se li vanno a cercare.
Nel caso non venissero le scuse cosa ha in mente di fare il il "perennemente inamidato" Frattini?
Vuole dichiarare guerra alla Spagna?
sabato 12 luglio 2008
Secondo i catalani le televisioni di Berlusconi hanno ingigantito la notizia della morte di Federica per distrarre l'opinione pubblica.
martedì 27 maggio 2008
Quella gran voglia di mostrare i muscoli della destra.
"Cos'altro si può fare se non andare avanti sulla linea della fermezza. Se lo Stato si ritira da Napoli lasciando i rifiuti a terra, è una secessione di fatto". Così Rotondi sull'emergenza rifiuti in Campania. Berlusconi ha aggiunto "ascoltare quello che hanno da dire le comunità locali, cittadini e sindaci è bene accetto, ma nessun cedimento". Maroni aveva detto che è necessario l'uso della forza contro chi non capisce che quel linguaggio. Fin qui sulla situazione dell'immondizia in Campania.
Sul fronte clandestini i messaggi sono identici. Reato di immigrazione clandestina, campi rom setacciati dalla polizia, parole dure che sono state prese a pretesto da alcuni criminali per assalire commercianti di origine straniera. Adesso siamo arrivati alla quadratura del cerchio, l'Afganistan.
Il ministro degli esteri Frattini ha promesso un utilizzo più aggressivo dei 2.500 soldati italiani presenti in Afghanistan. Ogni giorno - o quasi – nel Sud dell’Afghanistan c’è un attentato contro soldati della Nato. A volte con morti, com’è successo domenica, o con feriti, come il giorno precedente vicino Kandahar. Raramente il comando dell’Alleanza atlantica fornisce alla stampa generalità e nazionalità dei militari rimasti coinvolti. Comunque è proprio nelle province meridionali dove infuriano combattimenti e dove la guerriglia talebana compie la maggior parte delle sue azioni che il governo italiano si dice pronto a trasferire in blocco il contingente militare tricolore.Per il titolare della Farnesina si tratta di «allineare l'Italia agli altri grandi partner della Nato». Il trasferimento dei militari italiani dalla zona della capitale Kabul alla provincia meridionale di Herat è già previsto per agosto. Ma a ciò ora si dovrebbe aggiungere anche una modifica delle “regole d’ingaggio”, i “caveat”a cui sono tenuti i militari.«Oggi il nostro caveat impone 36 ore per un impiego diverso, ma per i tempi di oggi e per le esigenze militari questo è un tempo che corrisponde a un secolo». Significa che oggi un comandante che volesse impiegare i suoi uomini per un’azione offensiva o fuori dal territorio assegnato al controllo delle truppe italiane, dovrebbe avere un assenso dall’autorità politica cioè dal ministero della Difesa.Dunque una forza ad azione rapida e con «impieghi diversi» da quelli attuali, cioè d’attacco. Esattamente il contrario di quanto intendeva fare la maggioranza precedente, con l’impegno a rivedere «la presenza italiana» in Afghanistan. Cioè a ridurre la consistenza del contingente italiano e a rivederne gli impieghi.È chiaro che spostare i soldati italiani nelle regioni meridionali dove si combatte e modificare in senso più flessibile e aggressivo il loro impiego significa aumentare i rischi della missione. Con la furberia che contraddistingue la destra di casa nostra però non sarà l'autorità politica a prendersi la responsabilità di queste missioni di attacco ma i comandanti militari sul campo. Così se qualcosa andrà male si potrà sempre silurare qualche alto ufficiale. Si assiste in questi primi atti del governo ad una gran voglia di mostrare i muscoli. Ma i muscoli degli altri.