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venerdì 21 marzo 2008

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Berlusconi vuole regalare Alitalia ai figli

Riporto tre dichiarazioni di Rutelli, Di Pietro e Bianchi, ministro dei trasporti, che sono sintomatiche della vergogna mediatica di questi giorni su Alitalia:
-"Noi da ragazzi aspettavamo che ci regalassero il trenino mentre Berlusconi vuole regalare l'Alitalia ai figli". Così il candidato sindaco Francesco Rutelli intervenendo alla presentazione dei candidati dell'Italia dei Valori. "Solo che il lupo perde il pelo - ha aggiunto Rutelli - e Berlusconi chiede soldi al governo. Vuole soldi dallo Stato dopo che sono stati buttati all'aria nei suoi cinque anni di governo quando avevano il presidente che voleva promuovere Roma e l'amministratore delegato che puntava su Malpensa".
-"Su Alitalia Berlusconi sta facendo insider trading, sta rovinando le famiglie ma non si può giocare con l'economia degli italiani, non siamo una bocciofila. Non lo può dire un candidato premier, dovrebbe ritirarsi". Lo ha detto il ministro Antonio Di Pietro presentando a Roma i candidati dell'Italia dei Valori.
-Airone presenti un'offerta vincolante per Alitalia. Lo afferma il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, ai microfoni di Gr parlamento Rai. "Io credo - ha detto Bianchi - che se Ap holding, che è l'insieme di Airone e Banca Intesa, lo chiederà possa presentare un'offerta vincolante"."Su questa cordata dell'ultima ora non sono per niente d'accordo". non nascondendo il suo disappunto sugli annunci di Silvio Berlusconi. "Se avesse voluto fare qualcosa - dice il ministro dei Trasporti - lo avrebbe potuto fare tra il 2001 e il 2006 quando la situazione di Alitalia è passata da una situazione difficile a una situazione drammatica".
Il gioco di Berlusconi è evidente: oltre a farsi una gran pubblicità manda il titolo Alitalia sulle montagne russe per poi aspettarne il logico tonfo e acquisire la compagnia per farne un cadeau ai propri figli.

giovedì 20 marzo 2008

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Berlusconi si fa propaganda sulla pelle dei lavoratori di Alitalia e di Malpensa

Quello che sta accadendo ad Alitalia in questi giorni è sconcertante. Sono dodici anni che è in perdita ma nessuno ha mai fatto nulla per evitarne il fallimento. Il governo Prodi, ancora in carica ma solo per l'ordinaria amministrazione, aveva finalmente deciso di cederla perché l'alternativa era la liquidazione. L'unica offerta seria, la definizione è di Padoa-Schioppa, è giunta da Air France che però ha posto delle condizioni, ovviamente nessuno ti regala niente. La condizione meno accetabile per i sindacati è il ridimensionamento di Malpensa. Ed ecco che qui presumibilmente entra in scena Bossi che si proclama da sempre paladino del Nord e che manda "il primo diktat" a Berlusconi, la definizione è di Casini. "Malpensa non può essere toccato" soprattutto in campagna elettorale. Che fa allora il cavaliere di Arcore? Si inventa una fantomatica cordata con Banca Intesa della quale farebbe parte lui stesso, pardon i suoi figli. Il fatto è che Berlusconi su Alitalia ha cambiato clamorosamente idea da tre giorni a questa parte. Perché sino a tre giorni fa diceva che andava bene Air France e aveva mandato i suoi uomini ad un incontro con il governo dando il via libera. Ieri ha detto esattamente il contrario, Bossi deve essere tacitato. Casini ha aggiunto "La Lega avrà la golden share del prossimo Parlamento: sarà la forza determinante e quando dirà no, Berlusconi dovrà chinare il capo".
"C'è un'offerta di Air France che, per quanto onerosa, evita la chiusura di Alitalia. Non piace? Si avanzino altre proposte, ma subito però, perché tra una settimana non ci saranno più né Air France né altri. Soprattutto non ci sarà più Alitalia". Lo ha affermato Piero Fassino.
Berlusconi ha detto di aver chiesto a Prodi un prestito ponte. Ma il governo non si doveva limitare all'ordinaria amministrazione? Una cosa finalmente sensata l'ha detta Franceschini:
-"Se ci fosse una operazione italiana seria, non che mette una pezza o rinvia un problema, si può vedere, finora non c'è stata. Ma non deve essere una cosa pre-elettoralistica per poi ottenere di nuovo un intervento con risorse pubbliche solo per rinviare il problema". Finora non c'è stata ma Berlusconi vuol far credere che che ci sarà e che sarà merito suo. Il tutto sulle spalle dei lavoratori.