Dibattito ad Annozero che interessa i blogger tra Marco Travaglio, Monteleone, Santoro e Ghedini
venerdì 6 febbraio 2009
La nuova legge sull'editoria online è pericolosa per i blogger.
venerdì 23 maggio 2008
Video dell'intervento di Marco Travaglio ad Annozero del 22 maggio 2008
venerdì 16 maggio 2008
Due video della lite tra Travaglio e Castelli ad Annozero.
Due video della lite di giovedì 15 maggio ad Annozero tra Travaglio, Castelli e Tosi (sindaco leghista di Verona). Prima parte: Mi chieda scusa!
Seconda parte: Travaglio spiega la natura civile della causa avuta con Previti:
'AnnoZero' di Michele Santoro su Raidue batte 'I Cesaroni' su Canale 5. Il talk show della seconda rete pubblica ha fatto segnare il suo record, con un ascolto medio superiore ai 4 milioni e 700mila telespettatori, 300mila in piu' della fiction Mediaset, che generalmente raccoglie una platea molto piu' ampia. Il programma piu' visto in prima serata e' pero' un altro tv movie, 'Capri 2' seguito da piu' di 5 milioni e 800mila appassionati - notizia di agenzia
Battibecco ad Annozero tra Travaglio e Castelli
Battibecco tra il giornalista Marco Travaglio e il sottosegretario leghista alle Infrastrutture Roberto Castelli poco dopo l'inizio della trasmissione Annozero su Raidue. Michele Santoro ha aperto la puntata difendendo Travaglio dopo le polemiche della scorsa settimana quando Travaglio a Che tempo che fa attaccò il presidente del Senato Renato Schifani. «Stai tranquillo, Marco, sei nel cuore del pubblico e non hai niente da temere», ha esordito Santoro. Poi il conduttore ha criticato gli articoli usciti in questi giorni su Travaglio su Repubblica e sul Corriere della Sera. «C'è stato lo scoop di D'Avanzo, che in pratica ti ha accusato di aver preso un residenze coi soldi di un tale Aiello, condannato per mafia. Naturalmente il Corsera oggi riprende questo scoop degno del Pulitzer e lo approfondisce: tutti e due i giornali dicono che non può essere una cosa vera, ma la scrivono lo stesso. Perché? Per minare la tua credibilità, ma anche perché quei fatti che tu hai raccontato loro non li avevano scritti, e quindi non dovevano meritare di essere scritti. Altrimenti, che figura ci avrebbero fatto i direttori Mieli e Mauro nei confronti dei loro lettori?. Esiste in Italia una banda dei quattro, cioè Di Pietro, Grillo, Travaglio e Santoro. Tolti di mezzo questi, il Paese si può avviare verso la modernizzazione. Ma io - ha sottolineato Santoro rivolgendosi a Travaglio - non ho la psicosi di essere dalla parte dei vincitori. Mi sento vivo anche perché sei tu qui e hai il tuo microfono».
CHI SI SCUSA IN TV - Travaglio ha parlato a inizio trasmissione, mentre di solito la sua rubrica è alla fine. Il giornalista non ha parlato del suo caso, ma ha citato esempi internazionali in cui la stampa ha contribuito a smascherare comportamenti scorretti da parte di politici: «In tutti questi casi non sono stati i giornalisti a scusarsi» ha sottolineato. «All'estero si usa così: i giornalisti si scusano quando fanno errori, ma se dicono la verità a scusarsi sono i politici».
CASTELLI - Poi è intervenuto Castelli, che ha iniziato un battibecco con minacce di querela con Travaglio per aver scritto il giornalista che l'ex ministro della Giustizia era stato condanna. L'esponente leghista ha sostenuto di non essere mai stato condannato. a differenza di Travaglio. Questi a sua volta ha spiegato di cosa Castelli è accusato e di come ha potuto evitare la condanna grazie al Parlamento. «C'è una banda di giornalisti», ha detto Castelli, citando tra questi anche Gian Antonio Stella del Corsera, coautore del libro La Casta, «che ha scoperto una cosa interessante, e cioè a parlar male a prescindere dei politici si diventa ricchi. Va bene criticare i politici quando se lo meritano. Ma quando si sbaglia e si diffama una persona, magari si riconosca l'errore».
Fonte - Corriere
mercoledì 14 maggio 2008
Berlusconi vuole il dialogo a cominciare dalla Rai. Intanto si comincia a ridurre gli spazi del TG3.
«Dall´autonomia e la libertà di informazione, a partire dall'indipendenza della Rai – come ha detto il segretario del Pd Walter Veltroni – vedremo subito se il dialogo è vero». Ma il banco di prova già vacilla. A una settimana dall´entrata in carica del nuovo governo sono già tre i capitoli aperti sull´informazione. Primo, l´AnnoZero di Michele Santoro, che ad ogni puntata saluta i telespettatori come se fosse l´ultima e che dopo quella dedicata al V-Day2, in cui Beppe Grillo ha attaccato il Capo dello Stato e l'oncologo Veronesi, rischia grosso. Poi, Fabio Fazio e il suo Che tempo che fa, colpevole di aver ospitato le verità di Marco Travaglio sulle frequentazioni mafiose del presidente del Senato Schifani. E ora, ci mancava il Tg3, che a partire dalla prossima stagione potrebbe vedere ridotti, e di molto, i suoi spazi nel palinsesto.
Le prime due vicende, quelle di Fazio e Santoro, sono da mercoledì sotto la lente d´ingrandimento dell´Autorità garante per le Telecomunicazioni: con 6 voti a favore (tra cui quello del presidente Calabrò) e tre contrari, infatti, l´Agcom ha deciso di aprire un´istruttoria nei confronti della Rai. La tv pubblica avrà ora un mese di tempo per presentare le sue controdeduzioni e dimostrare così di non aver violato né «i diritti fondamentali della persona» né «i compiti del servizio pubblico».
Ma intanto si apre un´altra vertenza. È quella del comitato di redazione del Tg3 preoccupato perché il Cda Rai pare intenzionato a cancellare dal palinsesto «gli spazi di informazione del Tg3 nella seconda serata». Dunque, sembrerebbe, via pure Primo Piano. I giornalisti del Tg3 incontreranno l´azienda mercoledì 21 maggio e ribadiranno «la netta opposizione a qualsiasi compressione o spostamento di spazi editoriali della testata». E se andrà male, hanno già annunciato tre giorni di sciopero.
Fonte - L'Unità





