Finalmente una buona notizia. Massimo D'Alema ha annunciato tra il serio ed il faceto da Maurizio Crozza che non è disponibile a fare il segretario del PD. Una notizia veramente buona per i non berlusconiani, una delle poche di questi tempi
lunedì 1 dicembre 2008
Massimo D'Alema smentisce di voler fare il segretario del PD. Pericolo scampato!
sabato 10 maggio 2008
D'alema da Yes we can a Yes week-end
E' nato non senza qualche problema il governo ombra del PD. Quei 21 nomi sembrano accontentare un po' tutte le anime correntizie del Pd che hanno alzato il capo all'indomani dell'uno-due elettorale. Soprattutto smonta, inglobandolo, un ticket pericoloso come quello Bersani-Letta. Massimo D'Alema resta fuori ma i "suoi" sono dentro: Minniti (Interno), Bersani (Economia), Ventura (Attuazione del programma). Accontentati gli ex-popolari con Maria Pia Garavaglia (Istruzione), Enrico Letta (Welfare); gli eco-dem con Ermete Realacci (Ambiente); i liberal con Linda Lanzillotta. "Un partito aperto alla società civile e alle nuove energie" è stato detto del Pd. E difatti nel governo-ombra c'è anche la società civile: Vincenzo Cerami ai Beni Cultrali se la dovrà vedere con Sandro Bondi; Matteo Colaninno allo Sviluppo economico avrà il faccia-a-faccia non semplice con Claudio Scajola; Pina Picierno alle Politiche giovanili sarà l'altra Giorgia Meloni; Maria Paola Merloni avrà le Politiche comunitarie. Così come Enrico Morando e Ricardo Levi (soddisfatta così anche la componente prodiana) saranno il Gianni Letta e il Paolo Bonaiuti di Veltroni.
D'Alema quindi non è entrato accontentandosi di vedere dentro alcuni suoi fidi. Questo non per questioni politiche ma stagionali.
Sta arrivando la bella stagione e "Baffino" preferisce la barca alla politica. Da "yes we can" a yes week-end".
venerdì 14 marzo 2008
Assurde affermazioni di Martino ministro degli esteri in pectore di Berlusconi
Antonio Martino, in una intervista al Quotidiano Nazionale, afferma: "Occorrerebbe ridurre drasticamente o cancellare la nostra presenza militare in Libano, aumentare significativamente il numero dei nostri uomini in Afghanistan e inviare istruttori militari in Iraq e Kosovo".
"Quelle di Martino sono affermazioni gravissime, incomprensibili e drammatiche come messaggio politico" ha subito precisato Prodi. D'Alema ha rincarato la dose: in politica estera si sta assistendo a "affermazioni sconcertanti" da parte della destra italiana che interviene in modo "violento, strumentale e rischioso per l'immagine del nostro Paese". Ma vi rendete conto che intenzioni hanno questi qui? vogliono rimandare i soldati in Iraq! Dopo tutto quello che è successo e che sta ancora succedendo. E' uno scandalo, dobbiamo ribellarci.