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martedì 22 luglio 2008

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Video con Travaglio che spiega la genesi di Forza Italia e i suoi collegamenti con Cosa Nostra.

"Proprio oggi, nel giorno della commemorazione della morte di Paolo Borsellino ho fatto diramare dai miei uffici una circolare restrittiva sul 41 bis, una stretta nell'applicazione del carcere duro che impedirà ancora di più le comunicazioni tra i boss in carcere", disse Alfano tre giorni fa. Probabilmente si tratta solo di fumo negli occhi per un'opinione pubblica sempre più distratta. Per capire meglio quello che stava succedendo in quegli anni è bene seguire attentamente questo video che spiega tra l'altro i presunti contatti tra politica e mafia. E' inoltre spiegata la genesi di Forza Italia con i presunti incontri tra i massimi esponenti di quella nascente formazione politica e i boss mafiosi. Questo proprio in cui si stavano progettando e, purtroppo venivano messi in atto, i due tremendi attentati di Capaci e di Via D'Amelio contro Falcone e Borsellino. Un video da salvare nel PC perché chi ci dice che tra un po' dopo il divieto di pubblicare le intercettazioni telefoniche non ne scattino altri?

venerdì 23 maggio 2008

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Berlusconi ricorda Falcone, noi ricordiamo lui che difende a spada tratta Dell'Utri e Mangano

E' partito dal carcere Ucciardone di Palermo il corteo di studenti che raggiungera' l'albero Falcone in via Notarbartolo. A guidare i circa duemila ragazzi sono i bambini delle elementari e la sorella del giudice Falcone, Maria. Uno striscione recita 'per non dimenticare'. I ragazzi tengono in mano dei palloncini colorati bianchi, rossi e verdi. Ad accompagnarli nel loro percorso le note musicali della 'Paranza' di Silvestri. All'albero Falcone si ricongiungeranno con gli studenti del corteo partito da via D'Amelio. Questa mattina Berlusconi aveva ricordato il giudice ucciso in una lettera inviata alla sorella Maria: 'E' un momento di riflessione sul sacrificio del giudice Giovanni Falcone, della signora Francesca e della scorta', le ha scritto. Noi vogliamo ricordare anche altre cose, come la difesa senza se e senza ma dell'imputato per mafia Marcello Dell'Utri e del mafioso Mangano fatta a Montecatini pochi mesi fa. Ecco il video per non dimenticare

mercoledì 21 maggio 2008

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La 'ndrangheta ha un fatturato del 2,9% del Pil italiano.

Ammonta a 44 miliardi di euro il giro d'affari della 'Ndrangheta per il 2007. Un fatturato fuori legge pari al 2,9% del pil. Emerge dal dossier 'Ndrangheta 2008 dell'Eurispes. Il giro d'affari della 'Ndrangheta Holding e' equivalente alla somma della ricchezza nazionale prodotta da Estonia (13,2 mld di euro) e Slovenia (30,4 mld). Il settore piu' remunerativo e' quello del traffico di droga, con introiti per 27,24 mln di euro pari a oltre il 62% del totale dei profitti illeciti. Se si aggiungono i giri di affari della mafia siciliana e della camorra si arriva ad una percentuale incredibile.
Si spiegano così alcune cose sotto gli occhi di tutti. Innanzitutto perché nonostante tutti gli appelli, la gente continua a votare per persone colluse con la criminalità organizzata. Perché la criminalità arganizzata controlli come e più di prima la politica. Perché in alcune regioni senza le mafie non si riesce a combinare nulla, vedi Campania con i rifiuti.

lunedì 12 maggio 2008

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Vogliamo sapere se le cose scritte da Travaglio di Schifani sul suo libro sono vere.

Per il direttore generale della Rai il comportamento di Travaglio è "inescusabile" . Fabio Fazio si è scusato all'inizio della trasmissione su quanto aveva detto Travaglio su Schifani. Pure la Finocchiaro ha criticato Travaglio per il suo comportamento. Secondo la Finocchiaro accuse di collusione mafiosa non possono essere fatte in assenza di contraddittorio. Solo Di Pietro lo ha difeso dicendo che in occasione di una rapina per raccontarla non è che bisogna sentire anche la versione del rapinatore. Credo che il problema non sia quello che Travaglio ha detto e dove lo ha detto ma se sia o non sia vero. Ecco qui un sunto della scheda di Schifani tratta dal libro "Se li conosci li eviti"

Soprannome: Fronte del Riporto.
Segni particolari: Porta il suo nome, e quello del senatore dell’Ulivo Antonio Maccanico, la legge approvata nel giugno del 2003 per bloccare i processi in corso contro Silvio Berlusconi: il lodo Maccanico-Schifani con la scusa di rendere immuni le «cinque alte cariche dello Stato» (anche se le altre quattro non avevano processi in corso). La norma è stata però dichiarata incostituzionale dalla consulta il 13 gennaio 2004. L’ex ministro della Giustizia, il palermitano Filippo Mancuso, ha definito Schifani «il principe del Foro del recupero crediti», anche se Schifani risulta più che altro essere stato in passato un avvocato esperto di questioni urbanistiche. Negli anni Ottanta è stato socio con Enrico La Loggia della società di brookeraggio assicurativo Siculabrokers assieme al futuro boss di Villabate, Nino Mandalà, poi condannato in primo grado a 8 anni per mafia e 4 per intestazione fittizia di beni, e dell’imprenditore Benny D’Agostino, poi condannato per concorso esterno in associazione mafiosa.
Secondo il pentito Francesco Campanella, negli anni Novanta il piano regolatore di Villabate, strumento di programmazione fondamentale in funzione del centro commerciale che si voleva realizzare e attorno al quale ruotavano gli interessi di mafiosi e politici, sarebbe stato concordato da Antonino Mandalà con La Loggia.
L’operazione avrebbe previsto l’assegnazione dell’incarico ad un loro progettista di fiducia, l’ingegner Guzzardo, e l’incarico di esperto del sindaco in materia urbanistica allo stesso Schifani, che avrebbe coordinato con il Guzzardo tutte le richieste che lo stesso Mandalà avesse voluto inserire in materia di urbanistica. In cambio, La Loggia, Schifani e Guzzardo avrebbero diviso gli importi relativi alle parcelle di progettazione Prg e consulenza. Il piano regolatore di Villabate si formò sulle indicazioni che vennero costruite dagli stessi Antonino e Nicola Mandalà
[il figlio di Antonino che per un paio d’anni ha curato gli spostamenti e la latitanza di Bernardo Provenzano, nda], in funzione alle indicazioni dei componenti della famiglia mafiosa e alle tangenti concordate. Schifani, che effettivamente è stato consulente urbanistico del comune di Villabate, e La Loggia hanno annunciato una querela contro Campanella.
Assenze: 321 su 1447 (22,2%) missioni 20 su 1447 (1,4%).
Frase celebre: «Li abbiamo fregati!» (dopo l’approvazione della legge sul legittimo sospetto, che doveva servire per spostare i processi contro Berlusconi e Previti da Milano a Brescia, 1° agosto 2002).
«Rita Borsellino sfrutta il nome del fratello per fini politici» (12 settembre 2003).
«Sono un sessantottino, ho partecipato anch’io alle occupazioni. Sto dedicando la mia vita a lui, io credo molto in Silvio Berlusconi (...) Mi sono innamorato di Berlusconi perché ho visto in lui quella
naturalezza e genuinità della politica che non avevo visto in passato. È un grande stratega e un grande leader» («Libero», 29 luglio 2007 ).
Oggi Cuffaro ha ripreso saldamente in mano il timone di una Sicilia che già è cresciuta così come i dati sul Pil e sulla disoccupazione ai minimi storici ci indicano. Dobbiamo anche riconoscere al governatore siciliano che è stato e continua ad essere l’unico garante
della unitè della coalizione, risultato questo che, in un sistema maggioritario, è garanzia di stabilità e quindi di quella risorsa fondamentale per lo sviluppo che è la governabilità di un territorio. Forza Italia sarà al suo fianco in questa nuova fase di governo della Regione per sostenere quella linea riformistica che è alla base del proprio credo politico» (dopo la condanna di Cuffaro a 5 anni per favoreggiamento, Agi, 19 gennaio 2008 ).
Se Travaglio dice il falso caro Presidente del Senato Schifani lo quereli è semplice. Oppure non dice il falso? Questo è quello che vogliamo sapere. Per maggiore completezza ecco il video di Travaglio a "Che tempo che fa"