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venerdì 9 maggio 2008

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Video sulla guerra civile che infiamma il Libano.

Sempre più grave la situazione a Beirut. Il bilancio provvisorio degli scontri avvenuti ieri tra le milizie sciite di Hezbollah e i filogovernativi antisiriani è salito ulteriormente ad almeno dieci morti e venti feriti e questa mattina uomini armati fedeli al movimento sciita filo iraniano hanno imposto l'oscuramento dell'emittente televisiva libanese 'Future News', di proprietà del leader della maggioranza di governo anti-siriana, Saad Al Hariri.
Il precipitare della situazione ha indotto anche l'Unione europea ad intervenire, invitando "le opposte fazioni libanesi a porre fine" agli scontri, e l'opposizione guidata da Hezbollah a "cessare tutte le attività perturbatrici" dell'ordine pubblico. "Deplorando profondamente la violenza scoppiata a Beirut" ieri, la Ue "invita tutte le parti a porre immediatamente fine agli scontri, a cessare i blocchi stradali, ad aprire l'aeroporto e a evitare ulteriori violenze", ha detto ieri sera in un comunicato la presidenza di turno slovena dell'Unione.
A scatenare la ripresa delle violenze sono state alcune recenti decisioni assunte dal governo di Beirut. Atti che secondo quanto dichiarato ieri dal vertice di Hezbollah equivalgono ad "una dichiarazione di guerra". Parole che di fatto hanno dato il via agli scontri, facendo ripiombare nel giro di mezz'ora la capitale libanese sulla soglia dell'inferno: esplosioni e raffiche di armi automatiche sono riecheggiati per molte ore in tutta la città, mentre i miliziani dei gruppi sciiti e sunniti rivali si sono dati battaglia strada per strada in almeno sei quartieri.
Fonte - La Repubblica

venerdì 14 marzo 2008

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Assurde affermazioni di Martino ministro degli esteri in pectore di Berlusconi

Antonio Martino, in una intervista al Quotidiano Nazionale, afferma: "Occorrerebbe ridurre drasticamente o cancellare la nostra presenza militare in Libano, aumentare significativamente il numero dei nostri uomini in Afghanistan e inviare istruttori militari in Iraq e Kosovo".
"Quelle di Martino sono affermazioni gravissime, incomprensibili e drammatiche come messaggio politico" ha subito precisato Prodi. D'Alema ha rincarato la dose: in politica estera si sta assistendo a "affermazioni sconcertanti" da parte della destra italiana che interviene in modo "violento, strumentale e rischioso per l'immagine del nostro Paese". Ma vi rendete conto che intenzioni hanno questi qui? vogliono rimandare i soldati in Iraq! Dopo tutto quello che è successo e che sta ancora succedendo. E' uno scandalo, dobbiamo ribellarci.